Conflitti in famiglia

Quando il conflitto è normale

In tutte le famiglie si discute, si hanno divergenze di opinione, è normale. Ognuno esprime il proprio punto di vista, le proprie emozioni, che possono non essere condivise dall’altro ma comunque rispettate e accettate. Il conflitto fa parte della vita e del percorso di crescita di ognuno.

Quando il conflitto diventa un problema

Il problema sorge quando la comunicazione tra le persone non funziona, non ci si ascolta, non c’è più rispetto e le relazioni sono messe in crisi.

Il problema quindi non è il conflitto, ma saper riconoscere e gestire le divergenze, le differenze reciproche, i bisogni di ognuno, imparare affrontare il conflitto in modo tale da riuscire a mantenere le relazioni anche quando non siamo d’accordo, che siano esse relazioni di coppia,genitore e figlio, suocero/a e nuora/genero, …

A volte, quando il conflitto diventa difficile da gestire, può essere utile appoggiarsi a un professionisti che li supporti nell’affrontare la situazione individuando metodi e strategie adeguate. Con l’aiuto del professionista, i genitori in conflitto possono affrontare problemi inerenti il prendersi cura dei propri  figli, dalle  divergenze educative alle difficoltà di comunicazione e relazione. 

Per informazioni e appuntamenti sul servizio di ascolto e mediazione dei conflitti:

Dott.ssa Laura Giarrusso

Pedagogista – Mediatrice Familiare

(professione disciplinata ai sensi della legge 4/2013)

333.4913465  giarrussolaura@libero.it   www.lauragiarrusso.it

Via Buniva 14 Pinerolo (To)

Corso Galileo Ferraris 37 Torino

 

 

 

Approfondisci

GESTIONE DEI CONFLITTI SUL POSTO DI LAVORO

Il conflitto

In tutte le relazioni (di lavoro, familiari, o di amicizia,) le persone possono  avere delle incompatibilità e delle divergenze di opinione ed entrare quindi in CONFLITTO. In situazioni conflittuali, le persone vivono stati d’animo che le portano ad avere reazioni di difesa, chiusura o aggressività rischiando così che la qualità delle relazioni viene compromessa. Durante il conflitto il contenuto della comunicazione (problema) passa in secondo piano spostandosi prevalentemente sulla relazione (diventa una questione personale).

Numerose sono le situazioni di potenziale conflittualità sul posto di lavoro:

  • tra le parti sociali dell’azienda (direzione, sindacati, singoli lavoratori);
  • all’interno dei gruppi di lavoro;
  • tra azienda e cliente, ecc.

Il conflitto è una componente sempre presente nella società, è inevitabile. Per poterlo affrontare positivamente è importante saperlo riconoscere, gestire e mediare.

Rischi di una mancata elaborazione del conflitto:

  • l’attività venga rallentata (produzione e rendimento del lavoratore);
  • le relazioni professionali vengano compromesse;
  • rinforzo dei sentimenti di frustrazione, di rivalsa, di aggressività (nuovi conflitti);
  • si possa giungere a vertenze giudiziarie lunghe e inutili;
  • aumento della spesa economica.

Vantaggi di una elaborazione del conflitto: 

  • si creano le premesse per far chiarezza sulle richieste oggettive da portare avanti e perseguire;
  • i confliggenti coinvolti si impegnano per una ricerca della massima soddisfazione di entrambi in modo non aggressivo, ma positivo e duraturo;
  • rinforza il rispetto per se stessi e per gli altri;
  • produzione attiva e maggior rendimento del lavoratore;
  • fiducia e collaborazione tra le parti

La conflittualità sul posto di lavoro può essere gestita attraverso un percorso formativo o incontri di mediazione tra le parti conflittuali. La finalità del percorso formativo consiste nel riuscire ad elaborare la conflittualità individuandone strategie utili all’azienda. La mediazione  invece è importante per ritrovare un “canale” di comunicazione che aiuti  le parti coinvolte ad ascoltarsi riducendo lo stato di rabbia, rancore o frustrazione che li accompagna.

Per informazioni e appuntamenti:

Dott.ssa Laura Giarrusso
Corso Francia 223 TORINO

Via Buniva 14 PINEROLO

Tel. 3334913465

Mail: giarrussolaura@libero.it

 

Approfondisci

ACCOMPAGNAMENTO ALLA GESTIONE CONDIVISA DEI FIGLI IN CASO DI SEPARAZIONE E DIVORZIO

separazione

Quando i genitori decidono di separarsi è importante che i figli siano adeguatamente informati sul cambiamento che sta vivendo la propria famiglia, che non si sentano  causa del conflitto tra i genitori e che continuino a beneficiare di una relazione positiva con tutti i membri della famiglia. Qualche volta per i coniugi non è facile e questo passaggio viene trascurato. Accade  che  durante il periodo che precede e segue la separazione si riducano le loro “capacità genitoriali”, trovando così difficoltà ad ascoltare e affrontare le esigenze di crescita dei figli, di riconoscere i bisogni e le richieste distinguendole dalle necessità degli adulti.  I motivi possono essere diversi: perchè concentrati ad affrontare i loro problemi, perchè impegnati nel conflitto coniugale, perchè cercano di investire in altri campi affettivi o lavorativi, … trascurando così la relazione con i figli.

Non è sicuramente facile e non esiste un metodo infallibile, ma attraverso un buon orientamento genitoriale ed una maggiore attenzione ai bisogni dei figli, è possibile vivere la separazione in modo meno doloroso.

Il Pedagogista può offrire il proprio aiuto per orientare i genitori a prestare maggiore attenzione ai bisogni dei figli, per affrontare costruttivamente il cambiamento delle relazioni familiari , e per accompagnare il bambino in questo nuovo percorso che coinvolge la sua famiglia.

Il Pedagogista in particolare può:

  • aiutare i genitori a comunicare ai figli la loro scelta;
  • aiutare i genitori a mantenere e rinforzare la coppia genitoriale nonostante la fine del loro rapporto come coniugi;
  • aiutare mamma e papà a comunicare tra loro;
  • aiutare i genitori a riconoscere e comprendere i bisogni dei propri figli;
  • aiutare i genitori nella relazione educativa ed affettiva con i figli;
  • aiutare a costruire una relazione con gli eventuali nuovi compagni dei genitori;
  • aiutare genitori e figli ad affrontare le problematiche legate alla famiglia ricostituita.

Il pedagogista pone la sua attenzione sulla tutela del minore. Attraverso un percorso fondato sul problem-solving accompagna il/i genitore/i a capire come affrontare il cambiamento e ritrovare il benessere nelle relazioni. Il pedagogista pone la sua attenzione sui comportamenti che possono essere motivo di malessere all’interno della relazione.

Il pedagogista può essere contattato dai genitori o dall’avvocato che li metterà in contatto con il professionista.

Nel caso in cui il pedagogista rilevasse l’emergere di bisogni e di problematiche che non sono di sua competenza, la persona verrà indirizzata ad altri professionisti.

Il pedagogista arriva alla mediazione familiare passando attraverso la genitorialità, non parte dal dialogo tra i coniugi, ma focalizza l’attenzione sul bambino, di cui entrambi sono responsabili. È il bambino ad essere al centro, si lavora in primis per lui e dopo si arriva alla mediazione.

Dott.ssa Laura Giarrusso

Pedagogista-Consulente educativo e familiare

Approfondisci