Conflitti in famiglia

Quando il conflitto è normale

In tutte le famiglie si discute, si hanno divergenze di opinione, è normale. Ognuno esprime il proprio punto di vista, le proprie emozioni, che possono non essere condivise dall’altro ma comunque rispettate e accettate. Il conflitto fa parte della vita e del percorso di crescita di ognuno.

Quando il conflitto diventa un problema

Il problema sorge quando la comunicazione tra le persone non funziona, non ci si ascolta, non c’è più rispetto e le relazioni sono messe in crisi.

Il problema quindi non è il conflitto, ma saper riconoscere e gestire le divergenze, le differenze reciproche, i bisogni di ognuno, imparare affrontare il conflitto in modo tale da riuscire a mantenere le relazioni anche quando non siamo d’accordo, che siano esse relazioni di coppia,genitore e figlio, suocero/a e nuora/genero, …

A volte, quando il conflitto diventa difficile da gestire, può essere utile appoggiarsi a un professionisti che li supporti nell’affrontare la situazione individuando metodi e strategie adeguate. Con l’aiuto del professionista, i genitori in conflitto possono affrontare problemi inerenti il prendersi cura dei propri  figli, dalle  divergenze educative alle difficoltà di comunicazione e relazione. 

Per informazioni e appuntamenti sul servizio di ascolto e mediazione dei conflitti:

Dott.ssa Laura Giarrusso

Pedagogista – Mediatrice Familiare

(professione disciplinata ai sensi della legge 4/2013)

333.4913465  giarrussolaura@libero.it   www.lauragiarrusso.it

Via Buniva 14 Pinerolo (To)

Corso Galileo Ferraris 37 Torino

 

 

 

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Società e famiglia: articolo della dott.ssa Mina Faretina

famiglia
La famiglia di ieri

La famiglia di un po’ di decenni fa poteva sicuramente presentare molte “pecche” educative, ma sicuramente,seppure costantemente in lotta per la semplice sopravvivenza,  si inseriva in un contesto sociale sotto certi punti di vista più semplice: la concentrazione delle forze era tutta rivolta al soddisfacimento dei bisogni prettamente primari (procurasi da vivere, cibo, abiti e mantenersi in salute il più possibile per non smettere di lavorare…), i tempi erano più lenti e più scanditi, ognuno sapeva quando e cosa doveva fare e cosa gli altri si aspettavano da lui o lei. I nuclei familiari, in particolare nei centri rurali, erano estesi e l’educazione dei figli non era compito esclusivo dei soli genitori che invece potevano contare sul sostegno di nonni, zii, cognati, fratelli….

La famiglia di oggi

La società di oggi ha fatto grandi passi avanti sul diritto al benessere individuale, salute, qualità della vita, più libertà di pensiero e di movimento, molte possilità di scelta…., ma tutto questo ha cambiato i ritmi, ha complicato le relazioni sociali e creato pressioni sociali alle quali non tutti e non sempre sentono di rispondere in maniera adeguata. L’individuo ha preso il posto del collettivo con la conseguenza di una minore condivisione e una maggiore solitudine.

Oggi spesso vediamo mamme travolte dalla volontà di fare tutto da sole e bene, affaticate dal quotidiano per tenere in piedi casa, famiglia, lavoro cercando di non  trascurare il loro essere donne e così, annebbiate da sensi di colpa,si ritrovano a gestire figli ormai alla soglia di un’adolescenza che attualmente si protrae oltre il dovuto, ostaggi dei loro ormoni e guidati da emozioni “impazzite”. I padri, da parte loro, non si ritrovano in un  ruolo preciso; in molti hanno abbondonato l’abito rigido e autoritario, ma disorientati, spesso all’opposto si propongono troppo accoglienti, perdendo di autorevolezza, così delegano sempre di più l’educazione alle compagne e intanto sono alla ricerca del loro posto in famiglia.

Insoddisfazioni personali, aspettative sociali, difficoltà professionali si riversano nelle famiglie che si ritrovano sole e timorose nell’esternare difficoltà che, non essendo condivise, si ingigantiscono più del reale.

Gli adolescenti

L’opinione popolare poi, vede gli adolescenti come fragili perditempo, maleducati, disinibiti e superficiali. Ma davvero questi ragazzi sono solo questo? O forse si mostrano nascosti dietro questa  corazza per difendersi da un presente difficile, dalla preoccupazione del futuro, dal fatto che sono confusi e rassegnati e richiedono punti di riferimento ad adulti spesso distratti o in difficoltà?

C’è bisogno di ordine.

C’è bisogno di ascoltare i genitori e di ascoltare gli adolescenti. C’è bisogno che i genitori si ascoltino vicendevolmente e che infine insieme ascoltino i loro figli.

E’ necessario fermarsi, non cinque minuti all’uscita da scuola o dal corso di nuoto; è opportuno destinare del tempo strutturato e creare spazi appositi per la condivisione e il confronto; c’è bisogno di rasserenare gli animi attraverso attività educative e azioni creative che stimolino l’espressione di tutto il grande potenziale educativo dei genitori e le risorse personali dei figli.

E’ opportuno avere la volontà di acccogliere i vissuti di tutti, lasciarsene coinvolgere e stupire  sfruttando la possibilità di una crescita comune.

 

Dott.ssa Mina Faretina

Pedagogista e mediatrice dei conflitti interpersonali e familiari

(Professione disciplinata ai sensi della legge 4 del 2013)

tel. 3282813656

mina.faretina@gmail.com

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IO, NOI E IL BEBE’: SABATO 31 OTTOBRE 2015 ORE 9.30-11

BEBE

UNO SPAZIO PEDAGOGICO NEL QUALE I GENITORI:

  • possano condividere emozioni,vissuti, dubbi e preoccupazioni con la pedagogista e altri genitori.
  • possano scoprire insieme al proprio bambino l’importanza del gioco e delle attività di routine già dai primi mesi di vita.

TUTTO MENTRE GIOCANO E SI RELAZIONANO CON IL PROPRIO BAMBINO.

CHI PUÒ PARTECIPARE?

  • mamma, papà (insieme o singolarmente) con il loro bambino (3 mesi-3 anni)
  • futuri genitori

COSTO DELL’INCONTRO: EURO 10,00 UN GENITORE, EURO 15,00 COPPIA DI GENITORI

INFO E ISCRIZIONI ENTRO GIOVEDI’ 29 OTTOBRE

Dott.ssa Laura Giarrusso

Pedagogista-Consulente educativo e familiare

Via Buniva 14 Pinerolo (To)

333.4913465  giarrussolaura@libero.it

(professione disciplinata ai sensi della legge 4/2013)

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