Educazione emotiva: bambini, adolescenti, genitori

                 GIOIA   arrabbiato    paura     triste

Perché è importante educare i bambini a riconoscere e gestire le emozioni

Mai come oggi parlare di educazione emotiva risulta fondamentale. Nella società odierna troviamo un numero sempre maggiore di bambini che presentano difficoltà comportamentali ed emotive, basti pensare a problematiche quali l’aggressività, l’incapacità di accettare le regole, il bullismo, i disturbi dell’apprendimento e i disturbi dell’attenzione e dell’iperattività. La capacità di riconoscere, gestire ed esprimere le emozioni riduce la possibilità che il bambino le trasformi in rabbia e aggressività o al contrario chiusura e solitudine.

Dare un nome alle emozioni e saperle gestire

Dare un nome alle emozioni e saperle gestire permette al bambino prima e l’adolescente poi di crescere più sereno, di avere maggiore autocontrollo e di essere più empatico nei confronti del prossimo. Sarà più semplice quindi:

  • instaurare e mantenere nel tempo le amicizie,
  • comunicare con gli altri,
  • mantenere l’attenzione e la concentrazione, migliorando il rendimento scolastico,
  • ridurre l’aggressività
  • affrontare con maggiore positività le diverse situazioni che si presenteranno,
  • essere più sereni con se stessi e gli altri.

Laboratori per bambini, adolescenti  e genitori

Per aiutare i bambini e i loro genitori in questo percorso, lo studio pedagogico della dott.ssa Laura Giarrusso organizza ciclicamente incontri a loro destinati.

Bambini

La capacità di riconoscere, gestire ed esprimere le emozioni riduce la possibilità che il bambino le trasformi in rabbia e aggressività o al contrario chiusura e solitudine.

Durante il LABORATORIO PEDAGOGICO “L’atelier delle emozioni” destinato ai bambini (individuali  o di gruppo con massimo  quattro) saranno presentate le quattro emozioni di base: gioia, tristezza, rabbia e paura. Attraverso attività ludiche -gioco, movimento, creatività- impareranno a riconosce le proprie emozioni e i propri sentimenti, per conoscerli, comprenderli, accettarli e trasformarli.

Adolescenti

Durante l’adolescenza le emozioni risuonano più forti e gioia, rabbia, tristezza, gelosia, paura, solitudine… si alternano tra loro rapidamente. Sono così veloci che a volte non si riesce dare un nome e confrontarsi con altri (genitori, gruppo di pari, …) può aiutare a riconoscerle e quindi gestirle.

Confrontarsi e rispecchiarsi  con un gruppo di pari, con il supporto di un professionista, può aiutare a riconoscere e comprendere le proprie emozioni imparando a gestirne gli effetti e le conseguenze. Per  questo motivo può essere utile l’atelier delle emozioni destinato a ragazzi/e tra gli 11 e i 14 anni che stanno entrando nel periodo dell’adolescenza.

LAB_ADOLESCENTI

 

 Genitori

Durante gli incontri destinati ai genitori si rifletterà insieme sull’importanza dell’educazione emotiva e su come utilizzarla al meglio con i propri figli.

Si organizzano inoltre spazi dedicati alla famiglia per riflettere e confrontarsi insieme sulle emozioni vissute.

PROSSIMI LABORATORI

Partono venerdì 1 dicembre i prossimi laboratori di educazione emotiva. Tema del percorso “Riconoscere e gestire la temperatura delle emozioni per stare meglio con se stessi e con gli altri”.

CALENDARIO:

Venerdì 1 dicembre ‘17

Venerdì 15 dicembre ’17

Venerdì 22 dicembre ‘17

Venerdì 12 gennaio 2018

Venerdì 19 gennaio ‘18

Venerdì 26 gennaio ’18

DESTINATARI:

Adolescenti (scuola superiore di 2° grado) ore 14-15
Preadoscenti (scuola superiore di 1° grado) ore 15,15-16,15
Bambini 3-6 anni 16,30-17,30
Bambini 7-10 anni 17,30-18,30
INFO E ISCRIZIONI ENTRO IL 28/11/17:

Dott.ssa Laura Giarrusso
Pedagogista-Mediatrice Familiare
Tutor psicoeducativo a sostegno di bambini e ragazzi con ADHD – DSA -Disturbo dello Spettro Autistico
(professione disciplinata ai sensi della legge 4/2013)
Corso Galileo Ferraris 37 Torino
Via Buniva 14 Pinerolo (To)
333.4913465
giarrussolaura@libero.it www.lauragiarrusso.it

 

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Conflitti in famiglia e mediazione familiare

Quando il conflitto è normale

In tutte le famiglie si discute, si hanno divergenze di opinione, è normale. Ognuno esprime il proprio punto di vista, le proprie emozioni, che possono non essere condivise dall’altro ma comunque rispettate e accettate. Il conflitto fa parte della vita e del percorso di crescita di ognuno.

Quando il conflitto diventa un problema

Il problema sorge quando la comunicazione tra le persone non funziona, non ci si ascolta, non c’è più rispetto e le relazioni sono messe in crisi.

Il problema quindi non è il conflitto, ma saper riconoscere e gestire le divergenze, le differenze reciproche, i bisogni di ognuno, imparare affrontare il conflitto in modo tale da riuscire a mantenere le relazioni anche quando non siamo d’accordo, che siano esse relazioni di coppia,genitore e figlio, suocero/a e nuora/genero, …

A volte, quando il conflitto diventa difficile da gestire, può essere utile appoggiarsi ad un servizio  di ascolto e mediazione dei conflitti. Si tratta di un servizio destinato alle coppie in conflitto che, attraverso la presenza di un professionista neutrale (mediatore), offre un contesto in cui si possa sostenere la comunicazione tra i partner al fine di trovare accordi condivisi da entrambi, ai problemi inerenti l’affidamento e la cura dei figli, la regolamentazione dei rapporti economici o qualsiasi altro conflitto venga portato in mediazione (per esempio divergenze educative, conflittualità con altri membri della famiglia). Lo stesso professionista può essere di aiuto non solo alla coppia che si sta separando, ma a coloro che a causa di sentimenti di rabbia o rancore si trovano in forte difficoltà a comunicare tra loro.

Per informazioni e appuntamenti sul servizio di ascolto e mediazione dei conflitti:

Dott.ssa Laura Giarrusso

Pedagogista – Mediatrice Familiare

(professione disciplinata ai sensi della legge 4/2013)

333.4913465  giarrussolaura@libero.it   www.lauragiarrusso.it

Via Buniva 14 Pinerolo (To)

Corso Galileo Ferraris 37 Torino

 

 

 

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Società e famiglia: articolo della dott.ssa Mina Faretina

famiglia
La famiglia di ieri

La famiglia di un po’ di decenni fa poteva sicuramente presentare molte “pecche” educative, ma sicuramente,seppure costantemente in lotta per la semplice sopravvivenza,  si inseriva in un contesto sociale sotto certi punti di vista più semplice: la concentrazione delle forze era tutta rivolta al soddisfacimento dei bisogni prettamente primari (procurasi da vivere, cibo, abiti e mantenersi in salute il più possibile per non smettere di lavorare…), i tempi erano più lenti e più scanditi, ognuno sapeva quando e cosa doveva fare e cosa gli altri si aspettavano da lui o lei. I nuclei familiari, in particolare nei centri rurali, erano estesi e l’educazione dei figli non era compito esclusivo dei soli genitori che invece potevano contare sul sostegno di nonni, zii, cognati, fratelli….

La famiglia di oggi

La società di oggi ha fatto grandi passi avanti sul diritto al benessere individuale, salute, qualità della vita, più libertà di pensiero e di movimento, molte possilità di scelta…., ma tutto questo ha cambiato i ritmi, ha complicato le relazioni sociali e creato pressioni sociali alle quali non tutti e non sempre sentono di rispondere in maniera adeguata. L’individuo ha preso il posto del collettivo con la conseguenza di una minore condivisione e una maggiore solitudine.

Oggi spesso vediamo mamme travolte dalla volontà di fare tutto da sole e bene, affaticate dal quotidiano per tenere in piedi casa, famiglia, lavoro cercando di non  trascurare il loro essere donne e così, annebbiate da sensi di colpa,si ritrovano a gestire figli ormai alla soglia di un’adolescenza che attualmente si protrae oltre il dovuto, ostaggi dei loro ormoni e guidati da emozioni “impazzite”. I padri, da parte loro, non si ritrovano in un  ruolo preciso; in molti hanno abbondonato l’abito rigido e autoritario, ma disorientati, spesso all’opposto si propongono troppo accoglienti, perdendo di autorevolezza, così delegano sempre di più l’educazione alle compagne e intanto sono alla ricerca del loro posto in famiglia.

Insoddisfazioni personali, aspettative sociali, difficoltà professionali si riversano nelle famiglie che si ritrovano sole e timorose nell’esternare difficoltà che, non essendo condivise, si ingigantiscono più del reale.

Gli adolescenti

L’opinione popolare poi, vede gli adolescenti come fragili perditempo, maleducati, disinibiti e superficiali. Ma davvero questi ragazzi sono solo questo? O forse si mostrano nascosti dietro questa  corazza per difendersi da un presente difficile, dalla preoccupazione del futuro, dal fatto che sono confusi e rassegnati e richiedono punti di riferimento ad adulti spesso distratti o in difficoltà?

C’è bisogno di ordine.

C’è bisogno di ascoltare i genitori e di ascoltare gli adolescenti. C’è bisogno che i genitori si ascoltino vicendevolmente e che infine insieme ascoltino i loro figli.

E’ necessario fermarsi, non cinque minuti all’uscita da scuola o dal corso di nuoto; è opportuno destinare del tempo strutturato e creare spazi appositi per la condivisione e il confronto; c’è bisogno di rasserenare gli animi attraverso attività educative e azioni creative che stimolino l’espressione di tutto il grande potenziale educativo dei genitori e le risorse personali dei figli.

E’ opportuno avere la volontà di acccogliere i vissuti di tutti, lasciarsene coinvolgere e stupire  sfruttando la possibilità di una crescita comune.

 

Dott.ssa Mina Faretina

Pedagogista e mediatrice dei conflitti interpersonali e familiari

(Professione disciplinata ai sensi della legge 4 del 2013)

tel. 3282813656

mina.faretina@gmail.com

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