Conflitti in famiglia

Quando il conflitto è normale

In tutte le famiglie si discute, si hanno divergenze di opinione, è normale. Ognuno esprime il proprio punto di vista, le proprie emozioni, che possono non essere condivise dall’altro ma comunque rispettate e accettate. Il conflitto fa parte della vita e del percorso di crescita di ognuno.

Quando il conflitto diventa un problema

Il problema sorge quando la comunicazione tra le persone non funziona, non ci si ascolta, non c’è più rispetto e le relazioni sono messe in crisi.

Il problema quindi non è il conflitto, ma saper riconoscere e gestire le divergenze, le differenze reciproche, i bisogni di ognuno, imparare affrontare il conflitto in modo tale da riuscire a mantenere le relazioni anche quando non siamo d’accordo, che siano esse relazioni di coppia,genitore e figlio, suocero/a e nuora/genero, …

A volte, quando il conflitto diventa difficile da gestire, può essere utile appoggiarsi a un professionisti che li supporti nell’affrontare la situazione individuando metodi e strategie adeguate. Con l’aiuto del professionista, i genitori in conflitto possono affrontare problemi inerenti il prendersi cura dei propri  figli, dalle  divergenze educative alle difficoltà di comunicazione e relazione. 

Per informazioni e appuntamenti sul servizio di ascolto e mediazione dei conflitti:

Dott.ssa Laura Giarrusso

Pedagogista – Mediatrice Familiare

(professione disciplinata ai sensi della legge 4/2013)

333.4913465  giarrussolaura@libero.it   www.lauragiarrusso.it

Via Buniva 14 Pinerolo (To)

Corso Galileo Ferraris 37 Torino

 

 

 

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Un aiuto per bambini/ragazzi con ADHD, le loro famiglie e la scuola

L’ADHD

L’ADHD presenta aspetti osservabili in tutti i bambini, è normale che siano vivaci, estroversi, in movimento, desiderosi di parlare e a volte un po’ distratti. Queste caratteristiche sono riconducibili all’ADHD quando risultano essere molto accentuati, si parla quindi di  deficit di attenzioneiperattività e impulsività.

Deficit di attenzione

  • Spesso fallisce nel prestare attenzione ai dettagli o compie errori di disattenzione a scuola, nel lavoro o in altre attività;
  • Spesso ha difficoltà nel sostenere l’attenzione nei compiti o in attività di gioco
  • Spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;
  • Spesso non segue completamente le istruzioni e incontra difficoltà nel terminare i compiti di scuola, lavori domestici o mansioni nel lavoro;
  • Spesso ha difficoltà a organizzare compiti o attività varie;
  • Spesso evita, prova avversione, o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale sostenuto;
  • Spesso perde materiale necessario per compiti o altre attività;
  • Spesso è facilmente distratto da stimoli esterni (per adolescenti e adulti può includere pensieri non correlati);
  • Spesso è sbadato nelle attività quotidiane.

Iperattività

  • muove continuamente mani e piedi
  • sembra mosso da un motorino
  • scorrazza e salta ovunque
  • non riesce a rimanere seduto
  • difficoltà a giocare o dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo
  • spesso parla eccessivamente

Impulsività

  • Spesso muove le mani o i piedi o si agita nella seggiola;
  • Spesso si alza in classe o in altre situazioni dove si aspetta che rimanga seduto;
  • Spesso corre in giro o si arrampica eccessivamente in situazioni in cui non è appropriato (negli adolescenti o negli adulti può essere limitato a una sensazione soggettiva di irrequietezza);
  • Spesso ha difficoltà a giocare o a impegnarsi in attività tranquille in modo quieto;
  • È continuamente “ in marcia” o agisce come se fosse “spinto da un motorino”;
  • Spesso parla eccessivamente;
  • Spesso “spara” delle risposte prima che venga completata la domanda;
  • Spesso ha difficoltà ad aspettare il proprio turno;
  • Spesso interrompe o si comporta in modo invadente verso gli altri.

UN AIUTO PER I BAMBINI CON ADHD, LE LORO FAMIGLIE E LA SCUOLA

L’ADHD, soprattutto se associato a Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e a Disturbi del Comportamento, causa compromissioni funzionali nel bambino e nell’adolescente. In particolar modo emergono difficoltà nei processi di apprendimento e nella vita di relazione a causa dell’impulsività e dei deficit nell’attenzione, nell’organizzazione e nell’autoregolazione. L’intervento psicoeducativo è una delle azioni attraverso cui si può far fronte a queste difficoltà. Un intervento di tutoring, compiuto da un operatore formato sulla specificità del disturbo, è efficace nei diversi contesti di vita del bambino e del ragazzo, in funzione delle carenze e delle risorse emerse dal profilo diagnostico.

La specifica professionalità del tutor è caratterizzata dall’acquisizione di strumenti utili per supportare bambini e ragazzi con ADHD e le loro famiglie. Ciò gli permetterà di accompagnarli nei diversi ambiti di intervento, diventando una figura in grado di seguirlo attraverso una relazione incisiva costruita grazie al colloquio psicoeducativo, il monitoraggio degli apprendimenti, il supporto all’organizzazione e alla pianificazione e l’insegnamento delle abilità sociali utili a migliorare le relazioni.

A tal fine è necessario acquisire la conoscenza delle peculiarità dell’ADHD, delle sue comorbilità e delle implicazioni nella vita quotidiana, la padronanza di strumenti e tecniche utili a sostenere la vita scolastica, familiare e sociale.
Dott.ssa Laura Giarrusso
Pedagogista-Mediatrice Familiare
Tutor psicoeducativo a sostegno di bambini con ADHD – DSA – Disturbo dello Spettro Autistico
(professione disciplinata ai sensi della legge 4/2013)
Via Buniva 14 Pinerolo (To)
Tel. 3334913465   giarrussolaura@libero.it
www.lauragiarrusso.it

 

 

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UNA BASE SICURA PER FUTURI ADOLESCENTI AUTONOMI E SICURI DI SE’

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Adolescenza

L’adolescenza è una fase della vita complessa, in quanto rappresenta il periodo di transizione dalla fanciullezza all’età adulta. Come tale è caratterizzato da dubbi, confusione e forti emozioni, di fronte alle quali spesso ragazzi/e si trovano in difficoltà. È anche vero però che se l’adolescente sa di poter gestire in modo adeguato la situazione in cui si trova a vivere, avrà la possibilità di cogliere le opportunità che gli si presenteranno e di poter scegliere e agire al meglio secondo le proprie capacità e attitudini.

Una base sicura

È per questi motivi che è importante che gli adulti aiutino i bambini a crescere sicuri di sé e delle proprie capacità, fornire una base sicura da cui il proprio figlio possa partire per affacciarsi al mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo per certo che sarà il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste rassicurato se spaventato (Bowlby, 1988).

Il bambino ha bisogno di essere ascoltato e  incoraggiato, valorizzato per le sue qualità personali, così può sviluppare la fiducia in se stesso e proseguire verso la strada dell’autonomia.

Il bambino deve poter imparare sbagliando dai propri errori e affrontando difficoltà; l’adulto lo supporterà per capire come porre rimedio e andare avanti.

Il bambino deve sapere che l’adulto non lo giudica, ma gli è vicino e lo comprende, riconosce le sue emozioni e lo aiuta a gestirle; non si sostituisce a lui ma lo aiuta ad essere autonomo, inizialmente con piccole esperienze fino a quando otterrà quella fiducia per poter fare da solo.

Il bambino diventerà adolescente, sempre più autonomo e sicuro di sé e anche se qualche volta si opporrà ai suoi genitori (come è normale che sia), lo farà perché sta provando a percorrere la sua strada, forte e fiducioso di ciò che ha potuto imparare attraverso il suo percorso di crescita.

Dott.ssa Laura Giarrusso

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