QUANDO IL CONFLITTO É NORMALE
QUANDO IL CONFLITTO DIVENTA UN PROBLEMA
Dott.ssa Laura Giarrusso
tel. 3334913465 dottoressalauragiarrusso@gmail.com www.lauragiarrusso.it
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Dott.ssa Laura Giarrusso
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La consulenza psicopedagogica online è un aiuto mirato per supportare con strumenti pedagogici i genitori che incontrano difficoltà a gestire il loro quotidiano compito educativo (gestione del bambino, relazione con il figlio adolescente, condivisione delle regole di famiglia,…) Il consulente pedagogico, tramite colloqui con i genitori, osservazioni dei minori nel contesto educativo e la formulazione di progetti che tengano conto delle unicità di ogni situazione, affianca le figure adulte nella ricerca attiva di strategie efficaci per sostenere l’apprendimento e lo sviluppo educativo del proprio bambino migliorando la relazione e la comunicazione genitore/figlio.
Lo studio ”Dott.ssa Laura Giarrusso” offre inoltre consulenze psicopedagogiche al genitore o alla coppia genitoriale per affrontare problematiche legate alla conflittualità in caso di separazione o momenti critici della propria vita
L’obiettivo della consulenza consiste nell’individuare ciò che non funziona nella relazione educativa con i propri figli o nella coppia genitoriale, riconoscendo i punti di forza e di debolezza propri e dell’altro, imparando ad ascoltare e riconoscere i bisogni di ognuno. Da qui, insieme, possiamo ricostruire un percorso educativo e relazionale positivo e costruttivo che aiuti i genitori a sentirsi meglio e il bambino a crescere bene e a confrontarsi con il mondo esterno.
Attraverso consigli pratici ed applicabili nella quotidianità di ognuno, il consulente aiuta ad affrontare le seguenti difficoltà:
Dott.ssa Laura Giarrusso
Psicologa Clinica(nr. 11596) Valutazione e Riabilitazione Neuropsicologica (Età Evolutiva, Adulto, Anziano e Benessere)
Piazza Solferino 13 – Pinerolo (To)
Corso Moncalieri 1 Torino
tel. 3334913465 dottoressalauragiarrusso@gmail.com www.lauragiarrusso.it
Diverse ricerche hanno studiato il legame tra ADHD e videogiochi nel bambino e nell’adolescente evidenziando la probabilità che il bambino che dedica troppo tempo ai videogiochi sviluppi una dipendenza.
Una ricerca indica che più della metà dei bambini con e senza questo disturbo trascorre più di due ore al giorno ai videogiochi. Tuttavia, solo coloro i quali presentano ADHD giocano in modo compulsivo. Inoltre, è stato osservato che il bambino che mostra sintomi più gravi di ADHD corre un rischio maggiore di sviluppare dipendenza da videogiochi e subirne le conseguenze negative.
In sintesi, ADHD e videogiochi presentano una relazione bidirezionale in cui i sintomi dell’ADHD rendono attraente il videogioco, mentre il gioco stesso esacerba i sintomi dell’ADHD fornendo un’attività che rafforza continuamente il bisogno di gratificazione immediata. Lunghe ore di videogiochi possono rafforzare e consolidare ulteriormente la propensione dei bambini a una reattività incontrollata e ad un’impazienza pervasiva senza allenarli a sviluppare comportamenti più orientati alla riflessione. Il tempo dedicato ai videogiochi viene speso a discapito di attività ricreative come sport, musica e arte, che aiuterebbero a sviluppare nei bambini l’attenzione, la sicurezza di sé, l’inibizione comportamentale, la disciplina, le capacità di squadra e la socializzazione.
I bambini con ADHD possono essere vulnerabili perché i giochi sono spesso separati in segmenti più piccoli, incoraggiano il perseguimento di ricompense e non richiedono sempre tanta attenzione. La luce lampeggiante e gli effetti sonori funzionano come ancore per attirare la sua attenzione.
Il gioco è una tregua e un rifugio che alcuni bambini con ADHD non vogliono lasciare. I meccanismi esplicativi di questa attrazione da parte dei soggetti con ADHD per i videogiochi includono l’annoiarsi velocemente, l’intolleranza all’attesa, difficoltà di autocontrollo, difficoltà a essere motivati, bisogno di stimoli intensi e difficoltà nelle relazioni interpersonali. Oltre a ciò, studi in neurobiologia hanno mostrato un rilascio di dopamina striatale che coinvolge i circuiti di ricompensa del cervello durante l’uso di videogiochi migliorando la capacità di concentrazione durante il gioco che fornirebbe un senso di comfort per i giovani con ADHD.
Dalle ricerche risulta che i bambini ADHD sembrano mostrare un aumento del tempo di gioco dei videogiochi man mano che crescono, mentre i bambini “non adhd” non differiscono per età. Inoltre, sembra che l’uso eccessivo di videogiochi possa influenzare negativamente i problemi emotivi e comportamentali e il benessere dei bambini fin dai primi anni. Gli studi hanno ottenuto una correlazione positiva e significativa tra difficoltà di socializzazione e dipendenza da videogiochi e tempo di gioco durante la settimana, mentre l’associazione tra dipendenza da videogiochi e abilità prosociali è risultata negativa. In effetti, secondo la letteratura, esiste una forte associazione tra l’aumento del tempo davanti allo schermo e il ridotto sviluppo sociale nei bambini. Le difficoltà di socializzazione sono fattori di rischio per la dipendenza da videogiochi e, allo stesso tempo, saranno incentivate dall’uso degli schermi spingendo i giovani ad abusarne nei comportamenti di evitamento. Tra i giovani che non sono socialmente a proprio agio e provano un senso di fallimento nella loro vita, le interazioni online riducono sentimenti negativi come la solitudine e la noia. Detto questo, quando i genitori limitano e controllano il tempo davanti allo schermo, i bambini svilupperanno migliori capacità prosociali.
Alcuni segnali di avvertimento sull’uso problematico dei videogiochi sono:
Non si tratta di eliminare i videogiochi e gli strumenti tecnologici, ma di educare i propri figli ad un uso corretto.
Questi strumenti non devono essere intesi come rifugio dalle difficoltà e dalla frustrazione (relazioni, noia, fallimenti, …), ma come una possibile alternativa utile e divertente da poter condividere. I genitori devono fungere da modelli per quanto riguarda l’uso dello schermo.
I rapporti negativi genitori-figli, lo scarso controllo parentale e la mancanza di regole sull’uso dello schermo sono fattori di rischio per l’aggiunta di videogiochi.
I videogiochi non sono da demonizzare, uno studio rivela che questi possono essere uno strumento utile per la diagnosi e il trattamento dell’ADHD. È stato anche notato che giocare ai videogiochi può migliorare:
• Capacità di visualizzazione spaziale.
• Abilità sociali e linguistiche.
• Abilità matematiche.
• La lettura.
I videogiochi non rappresentano di per sé un rischio per la salute mentale del bambino, infatti possono offrire anche diversi benefici. La ricerca scientifica indica che i bambini che usano i videogiochi si mostrano maggiormente capaci di cambiare attività più in fretta, ciò può rivelarsi molto utile per i bambini con ADHD che hanno difficoltà a passare da un’attività all’altra.
È importante notare che possono anche aiutare a sviluppare abilità come il senso di controllo e coordinamento. C’è un preciso interesse ad utilizzarli come leva per i giovani offrendo nuove prospettive educative e terapeutiche.
In una revisione degli effetti dei videogiochi è emerso che possono:
I ricercatori hanno scoperto anche che i videogiochi possono aiutare a:
I videogiochi possono quindi avere effetti positivi sulla salute del bambino, bisogna essere attenti nella scelta. Tuttavia, non smettono di rappresentare un rischio quando il loro uso non è moderato.
Il legame tra ADHD e videogiochi può essere positivo o negativo a seconda dei parametri in cui si manifesta. Dipende dal tempo e dall’uso che si fa di questo tipo di intrattenimento.
Alla luce di ciò, è importante che i genitori di bambini e adolescenti con ADHD controllino e moderino il tempo che i figli trascorrono con i videogiochi.
Nonostante quanto detto, non si può affermare che uno causi l’altro, ovvero che i bambini che giocano ai videogiochi sviluppano spesso l’ADHD o che questa causa dipendenza da videogiochi. Si parla di correlazioni, ma non di causalità.
Masi L, Herba C, Garel P. Progetto pilota: esplorazione dell’utilizzo di Internet e dei media sociali che un gruppo di adolescenti partecipa all’Espace Transition. Ann Medico Psychologiques. (2019) 177:319–26. doi: 10.1016/j.amp.2018.04.009
https://ita.lifeunoreg.com/are-there-specific-adhd-risk-factors
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